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L'autografo

Guardavo tutti i suoi show, non ne perdevo nemmeno uno.
Ed ogni volta le mie fantasie su Teresa Mannino si facevano largo nella mia mente e specialmente all'interno dei miei boxer. Ne pensavo di ogni tipo, ma lei era sempre l, dentro il televisore e non potevo far altro che segarmi ogni volta. Un giorno mi decisi a voler partecipare di persona ad uno dei suoi spettacoli, che tra l'altro avrebbe dato non troppo distante da casa mia. Un'occasione imperdibile per vederla fisicamente da vicino.

Lo show cominci alle 21:00 e dur circa 2 ore e mezza, al termine delle quali Teresa dava possibilit al pubblico di guadagnarsi qualche autografo. Mi misi in fila ad attendere il mio turno e quando finalmente arriv, fui davanti a lei che mi salut e mi chiese a chi dovesse dedicare l'autografo. Risposi che era per me stesso e mentre scriveva, cercavo di sbirciare nel mezzo del suo decolt, cercando in tutti i modi di riuscire ad intravedere anche un misero lembo delle sue piccole tette. Termin l'autografo e probabilmente immaginai che si era accorta del mio sguardo; leggermente imbarazzato mi allontanai ringraziandola.

Rimasi fino all'ultimo, finch la fila di gente in attesa dell'autografo non svan del tutto.
Vidi Teresa alzarsi ed allontanarsi dietro il palco, dove probabilmente erano stati montati i camerini. In quel momento un'idea mi colp come un fulmine, lasciandomi quasi stordito: intrufolarsi dietro il palco e sbirciare nel suo camerino.

Non ci pensai due volte e di nascosto mi recai dietro al palco; c'era della gente occupata a smontare impalcature e gente che sistemava cablaggi vari, non c'era pericolo di farsi scoprire ormai. Poco pi in l, c'era un'unica casetta prefabbricata con le luci accese: doveva essere per forza l.Mi avvicinai sempre con aria vigile, guardandomi pi volte attorno per esser sicuro di non esser visto da nessuno, arrivai alla porta e sbirciai all'interno del buco della serratura: Teresa stava parlando al telefono con qualcuno, vestita ancora con gli abiti utilizzati nello show: camicetta rosa, gonna morbida poco pi alta del ginocchio e scarpe con tacco medio. Probabilmente non aveva nemmeno ancora avuto il tempo di farsi una doccia, e ne fui per un attimo rattristato, perch in quel caso avrei tentato di entrare e sbirciare persino dentro la doccia.

Per mentre penso a tutte queste cose, la porta si apre.
Rimango agghiacciato, trovandomi Teresa davanti anch'essa con aria sbigottita.

"Che ci fai qui?" - Chiede con tono sospettoso e leggermente irritato.

"Ehm... io... io stavo.. ah si, volevo solo chiederti se potevi farmi un altro autografo! Per mia sorella, ecco!" - Rispondo io, inventando la prima banale scusa che avevo in mente.

"Uhm... stiamo andando tutti un po' di fretta ma questione di un attimo, entra pure" - Lei risponde.

In quel momento il cuore mi batteva a mille. Stavo davvero entrando dentro il suo stanzino. Pu significare nulla, ma la sola idea mi faceva uscire di testa. Si sedette e mi invit a fare altrettanto, prendendo un foglio dal block notes e chiedendomi come si chiamasse mia sorella.

"Ehm... si chiama..." - Titubai io.

"Non sai come si chiama tua sorella?" - Incalz lei ironicamente.

"Si che sono imbarazzato, comunque si chiama Chiara" - Risposi io.

"Non sembravi tanto imbarazzato prima, quando provavi a guardarmi le tette" - Disse ironicamente lei, ma lasciandomi impietrito.

"Ah... no, macch, figurati se stavo provando..." - Cercai di rispondere io.

"Si si va bene... figuriamoci!" - Scherz lei.

"E comunque non sarebbe male pensarlo, non a tutti piacciono i miei seni, sono innegabilmente piccoli e si sa che l'uomo cerca forme accentuate" - Replic lei.

"Beh dipende dai punti di vista... a me non dispiacerebbero ad esempio" - Esitai io.

Lei mi guard per qualche istante.

"Sono sicuro che se te le facessi vedere per bene, cambieresti idea" - Rise lei.

"No, sono sicuro dell'esatto contrario!" - Risposi prendendo coraggio.

Pos il foglio con l'autografo e inizi a sbottonarsi la camicetta.
Lo stava davvero facendo o ero in preda a qualche allucinazione ed in realt ero altrove?

No, ero davvero l. Teresa si sbotton la camicetta per intero, allung le mani dietro la schiena... ed in quel momento vidi il reggiseno scivolare via. Avvertii il calore impossessarsi del mio corpo, concentrandosi dentro i miei boxer. Ad occhio direi che poteva esser stata una prima misura, ma la mia testa non era l a pensare a quale misura associare a quel seno.

"Ah, sei ancora qui, pensavo fossi gi fuggito!" - Scherz lei.

"Ehm... non potrei fuggire nemmeno volendo... ho le gambe bloccate.." - Risposi io.

"Addirittura, e che sar mai..." - Replich lei.

Il gonfiore nei miei pantaloni era gi ormai pi che evidente, e Teresa se n'era anche gi accorta.
Il silenzio era quasi imbarazzante. Lei accavall le gambe, cercai di trovare qualcosa da dire alla svelta.

"Non ti fanno male?" -Chiesi indicando il piede nella scarpa col tacco.

"Ah, in effetti non sono ancora riuscita nemmeno a toglierle" - Rispose lei.

Subito dopo, allung la mano su entrambe le scarpe e le lasci cadere a terra, liberando i suoi piedi. Il mio sguardo, che non riusciva a staccarsi dalle sue tette, cadde e si concentr sui suoi piedi nudi: lisci, dita affusolate, longilinei...

"Ti va di farmi un massaggio?" - Incalz Teresa.

"Si" - Risposi senza esitare.

Teresa appoggi entrambi i piedi sulle mie gambe, e si rilass poggiando la testa sul bracciolo del divano. Le mie mani, dopo qualche attimo di titubanza, si poggiarono sui suoi piedi. Erano lisci e curati. Muovevo le dita per la lunghezza, esercitando qualche punto di pressione. A Teresa sembrava piacere, a giudicare dai sospiri che emetteva.

"Sei bravo.." - Disse lei.

"Faccio del mio meglio..." -Risposi.

Si riposizion meglio sul divano, ed il suo piede destro fin proprio per appoggiarsi sul gonfiore dei miei pantaloni. Accidenti... cos era troppo...

Se avessi potuto agire liberamente, me lo sarei tirato fuori e glielo avrei messo in bocca.
Cercavo in tutti i modi di cacciare quei pensieri, cercando di mantenerli ad un livello normale.

"Sei distratto? A cosa stai pensando?" - Chiese curiosa.

"Ah.. no niente, niente di importante.." - Risposi mentendo.

Sollev il piede destro dal gonfiore dei miei pantaloni... ed inizi ad accarezzarmi la guancia con le dita...

"Non dirmi che sei a disagio, ormai sei qui, tantovale che ti lasci andare" -Disse lei.

Voltai il viso verso di lei per guardarla,con il suo piede che ancora mi stuzzicava.
L'istinto prevalse, le afferrai il piede e lo condussi pi vicino alle mie labbra.
Teresa non disse nulla, quindi tirai fuori la lingua e cominciai a leccarle le dita, una ad una.

Teresa sospir, mordendosi il labbro inferiore.
Annusai tra le dita e Teresa sobbalz.

"Che fai, mi annusi i piedi??" - Chiese con tono sorpreso.

"Lo farei in qualsiasi momento" - Risposi io ormai fuori controllo.

Non disse altro, ma nemmeno mi ferm dal farlo.
Sentii il suo piede sinistro poggiarsi sopra il gonfiore dei pantaloni, per poi iniziare a strusciarsi al di sopra.

"Tiralo fuori" - Disse a voce bassa.

Non esitai e dopo essermi sbottonato, calai appena i pantaloni e i boxer e tirai fuori finalmente il cazzo, ormai duro come una roccia. Teresa port entrambi i piedi al di sopra, ed inizi a muoverli su e gi. Da quella posizione non potevo far altro che guardare al di sotto della gonna di Teresa, il che mi faceva indurire ancora di pi.

"Se continui cos ti sborro sui piedi...." - Dissi faticosamente io.

"Mmh... allora sar meglio smetterla, troppo presto... " - Disse lei con la voce ormai coperta dall'eccitazione.

"Suggerisci qualcosa..?" - Chiese.

"Spogliati... togliti quelle cose..." - Dissi io.

Teresa si alz in piedi, abbassandosi la gonna fino a lasciarla cadere sulle caviglie, poi fece la stessa cosa con le mutandine. Mi alzai anche io e la presi in braccio, feci qualche passo in direzione di un tavolo e la adagiai al di sopra. Le aprii le gambe... e fu in quel momento che ebbi modo di vedere finalmente la sua figa: color rosa... due labbra sottili, peli ben curati...

Avvicinai le labbra al clitoride ed iniziai a leccarlo lentamente, mentre con un dito la penetravo ed esploravo l'interno di quella figa, bagnata e vogliosa. Teresa ansimava, la sua espressione era colma d'eccitazione e le piaceva guardare quel che stavo facendo. Ebbe alcuni spasmi e venne, stringendo con forza i lati del tavolo, quasi ad aggrapparsi.

Le presi le mani e le guidai sulle sue stesse cosce, in maniera tale da sollevarsi ancora di pi.

"Tienile cos..." -Dissi io, mostrandole la posizione.

Davanti a me, la visione era celestiale.
La sua figa aperta e bagnata aveva rilasciato un rigagnolo di orgasmo, che lento lento era scivolato fino al suo buco del culo.

Avvicinai il naso e lo annusai.
Lei non se ne accorse...
Iniziai a sfregare le dita sul clitoride, ma nel mentre la mia attenzione era tutta rivolta ad annusarle il culo. Tirai fuori la lingua e la premetti appena al centro.

Teresa sobbalz, gemendo, ma non disse niente.
Lo considerai un via libera. Iniziai a leccarle avidamente il culo, tutto intorno, poi premendo la punta della lingua all'interno, pi e pi volte.

"Non posso credere che stia davvero leccando il culo di Teresa" - Pensai.

Teresa gemeva e ansimava, godendo ad ogni singolo mio movimento della lingua.

"Hai un preservativo?" - Chiese improvvisamente.

In quel momento realizzai il disastro.

"No........." -Risposi piano io. Quasi terrorizzato.
"Ma non ti preoccupare... mi tiro fuori prima di.."

"No" -Mi interruppe lei.
"Non posso rischiare nulla del genere" - Continu.

"Ma..." - Tentai di replicare.

"Ma nel culo non rischio nulla...." - Concluse lei la mia frase prima che potessi dire altro.

"Spingilo dentro..." - Mi invit.

Sull'orlo di scoppiare, smisi di leccarle il culo e mi rialzai in piedi, poggiando la punta del cazzo proprio al centro del buco.

"Vai... adesso..." -Disse lei.

Iniziai a spingere lentamente la punta, che inizialmente fece una gran fatica ad entrare, ma dopo alcuni tentativi, la vidi penetrare, divorata dal buco di Teresa.

Teresa apr la bocca ed incurv le sopracciglia, gemendo e guardandomi intensamente.
Muovevo avanti e indietro appena la sola punta del cazzo, e a Teresa la cosa sembrava fare impazzire dal piacere.

La sua mano destra era sul clitoride, e lo strofinava con forza.
La mano sinistra era ben salda al lato del tavolo.

Spinsi pi dentro il cazzo, lasciando che entrasse per met della lunghezza.
Iniziai a muovermi pi velocemente, avanti e indietro.

Teresa godeva, quasi urlava di piacere. Per un attimo mi sono anche chiesto se qualcuno da fuori se ne stesse accorgendo o ancor di pi ci stava spiando mentre la inculavo.

Venne. La sua figa fu colta da spasmi ed un rigagnolo caldo di orgasmo and a bagnarmi il cazzo sottostante. Spinsi ancora pi a fondo, sfruttando quella lubrificazione naturale.

L'espressione di Teresa cambi ulteriormente.
Spinsi forte. Ancora. E ancora.

Teresa poggi il piede destro sul mio viso ed inevitabilmente lo annusai.
In quel momento le schizzai cos forte nel culo che sobbalz e venne per la terza volta.
Tirai fuori il cazzo verso met orgasmo ed in tutta fretta, scaricai il resto dello sborro dritto sulle dita dei suoi piedi.

Nessuno si mai accorto di nulla di quanto successo quella notte.
Nessuno lo ha mai saputo.
Guardo i suoi due autografi e non posso far altro che ripensarci.
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  • Aggiunto il : 2016-01-16 05:54:56

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